mercoledì 4 aprile 2012

Moda 2012: democratica? Magari!


E’ da qualche anno a questa parte che se ne sente parlare sempre più spesso, soprattutto con la diffusione massiccia sul territorio nazionale e non solo, delle catene d’abbigliamento “low cost” come Oviesse ed H&M, dove abiti e accessori di low non hanno solo il costo ma purtroppo anche tutto il resto!
Eppure grandi marchi come Versace e Lanvin, hanno sperimentato delle “mini collezioni” dette “capsule”, (già il nome la dice lunga!), in collaborazione proprio con H&M, in vendita a prezzi accessibili, perché anche loro credono in questo processo di  “democraticizzazione”.
Sarà, ma  loro  intanto si fanno fotografare in giro solo con capi favolosi! E i vip? Dove li lasciamo? Ne avete mai visto qualcuno uscire dalle porte scorrevoli di OVS carico di shoppers e pacchetti? Sì,  magari c’è pure l’autista che l’aspetta lì davanti!
Ma allora quale moda democratica e per chi? Vogliamo dirlo una volta per tutte e con rassegnata concretezza, che  se si spende poco purtroppo non si raggiungeranno mai gli standard di una vera collezione?
Facile per una super top come Kate Moss, mescolare roba del mercatino con pezzi che costano quanto 4 mesi di uno stipendio medio. Tutte noi potremmo essere tremendamente casual- chic indossando una t- shirt da 5 € ,se poi al braccio possiamo sfoggiare l’ultima hit bag di Dior!
Provate invece ad andare solo di stracci vestite: o avete il fisico, il portamento e la borsa Dior di Kate Moss, o sembrerete semplicemente delle poveracce!
 Il risultato peggiora, assumendo un aspetto tipicamente “trash-coatto” se oltre agli stracci del cinese o di Terranova ci aggiungiamo le borse, le cinture e gli occhiali da sole taroccati, con fibbie e maxi loghi a vista così luccicanti e glitterati che anche un cieco li noterebbe!
Per evitare questo tragico risultato, che purtroppo è il modo di vestire più diffuso (basta fare un giro al centro commerciale o davanti all’uscita di una scuola per “ammirare” orde di Hogan, Moncler, D&G, tutti rigorosamente “vu cumprà”), è preferibile acquistare dei capi vintage nei negozi dell’usato o risparmiare un po’ e scegliere pochi capi ma buoni e originali.
E comunque alla fine è sicuramente meglio una borsa in cuoio invecchiato di seconda mano o uno zaino artigianale etnico, magari cucito da voi, invece di una finta Versace o della robaccia che  spacciano come firmata da H&M, che con le collezioni delle famose maison non hanno purtroppo nulla in comune a parte l’etichetta!!
 Vogliamo la vera moda democratica e permettere a tutti di avere Versace e Dior nell’armadio? Facile: alla velocità del  fashion system tutto diventa immediatamente datato.
Basterebbe perciò che le vecchie collezioni e tutti i capi rimasti invenduti, vengano rimessi sul mercato al prezzo di produzione che sarebbe di gran lunga inferiore a quelli degli outlet, dove i capi più costosi rimangono comunque carissimi.
In questo modo verrebbe scongiurata anche la temuta contraffazione perché a parità di prezzo o con una minima differenza, sarebbe davvero roba da matti non comprare solo ed esclusivamente originale. Altro che H&M ed OVS!!

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